progetto cultura
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Appuntamenti sulla panchina del tempo tra idea e materia Fiorenzo Mascagna tel. 320 63 88 040 - info@mascagna.it
Appuntamenti sulla panchina del tempo tra idea e materia Fiorenzo Mascagnatel. 320 63 88 040 - info@mascagna.it

Quando si arriva a definire la propria arte in una qualche maniera si è già fatto un bel pezzo di strada che non ha escluso altri sentieri.

Del passato, speso a rincorrere l’idea giusta da trasformare in forma, resta il ricordo da mescolare agli entusiasmi e allo sconforto di quei giorni vissuti a stretto contatto con sogni e speranze dentro un’aula d’Accademia. 

Aula di anatomia e pittura dell'aAccademia di Viterbo nella sede storica in via dell'Orologio Vecchio

Gli insegnamenti ricevuti, così come le istantanee di quei momenti, non sono mai troppo distanti perché te li ritrovi addosso tutti i giorni. Quando il mio maestro Michelangelo Conte ammoniva la classe di non cercare lo stile, perché sarebbe stato lo stile a trovare noi, avevamo tra le mani quella giovinezza fin troppo ingombrante da distribuire sopra la materia. Ingombrante a tal punto da non consentirci di vedere che quella che avremmo dovuto coltivare era la pazienza della scultura. Si scopre così che le grandi lezioni sono fatte di poche parole e di quella energia che serve per superare le difficoltà accumulate nel corso degli anni. 

Michelangelo Conte e Alfio Mongelli. aula di di scultura, fine anni Ottanta

Gli appunti ritrovati tra le pagine dei libri dicono che sopra quelle righe ci sono passati gli occhi, anche se il ricordo va di più all’apprensione per gli esami che alle parole lette. Allora è vero che cultura è tutto quello che si ricorda dopo che ci si è dimenticati di quello che si impara a scuola. 

Fasi di lavorazione della scultura "Regina e regno" travertino 1996

Affacciarsi sul passato è un modo per rendere vivi gli insegnamenti che hanno modellato le tappe di una crescita entusiastica e convulsa. Michelangelo Conte diceva: “Non abbiate paura delle contraddizioni, percorretele con fiducia perché l’idea giusta è dentro questa perenne oscillazione tra dubbi e certezze, tra il suo contrario e la bellezza”.

Quando si è giovani il tempo dell’attesa sembra essere soltanto troppo e nel più dei casi anche tempo perso. Era quindi naturale avere la voglia di mettere sopra il piedistallo opere pensate il giorno prima, salvo poi riguardare insieme al maestro gli errori di quella fretta tramutata in scultura. 

 Il mio percorso lo devo al piano di studi compilato una mattina di novembre di parecchi anni fa nella segreteria della scuola. Ricordo come se fosse ieri lo stupore del direttore quando vide che sopra quel foglio, esclusi i fondamentali di scultura, c’erano scritte soltanto materie teoriche. Non potrei dirlo nemmeno oggi se fossi consapevole o meno di quella scelta. Mi stavo in qualche modo incamminando verso un sentiero che avrebbe previsto la mescolanza tra forme e parole, senza rendermi conto dove poteva portarmi quella strada. 

 Voltarsi indietro significa rivedersi giovani alle prese con i sassi che delimitano i campi ai margini delle strade. Sono gli inizi della scultura costruiti attorno alle immancabili facce scolpite nel tufo. Alla fine quando il sasso somigliava veramente a qualcosa non avevo neppure il tempo di guardarlo, perché nel mentre stavo cercando altro. 

"Attesa" abete cm 110x60x12 coll. privata 1992

 

Ho iniziato con la pietra e il tempo che ci ho trascorso è stato prezioso. Non sono mai stato un modellatore, ho usato poco l’argilla e raramente mi sono servito di disegni preparatori per realizzare le mie sculture.

Quello con la pietra è stato amore a prima vista, di quelli che ti svegliano di notte e che per giorni interi non ti fanno pensare ad altro. Se l’Accademia ha contribuito a rendere meno ripida la salita, di certo molto di quello che ho appreso mi è stato insegnato da bravi artigiani che hanno saputo cogliere il senso dei miei appetiti. 

Fasi di lavorazione e pietre

Sono giorni avvolti e protetti da quei piccoli tesori che a guardarli adesso parlano teneramente di anni acerbi dentro i quali fruga la memoria per trovare le ragioni di quei sogni fatti di pietra. Oggi mi dico che è dal lavoro che si impara l’umiltà nei confronti del mestiere, ma quando si è giovani è più importante far somigliare un sasso a qualcosa. L’arte che per me adesso è un insieme di tessere da far dialogare fra loro, era allora tradurre in pietra ogni idea incontrata per strada o sulle scale dell’Accademia. Padrone e servo della medesima cosa mi accompagnavo al cospetto della forma chiedendole semplicemente di farmi partecipare al gioco. 

Sono stato allievo di Michelangelo Conte e Alfio Mongelli. Con loro ho respirato il clima che conduce la creatività al cospetto delle idee. 

Devo molto a Cesare Milanese che la storia dell’arte non l’ha soltanto insegnata ma trasferita con sapiente maestria dentro la mia voglia di sapere. É stato prezioso apprendere l’Estetica da Aurelio Rizzacasa, seguire le lezioni di Sociologia dell’arte di Michele Amadò e avere di fronte gli altri bravi insegnanti che ho avuto. Devo qualcosa anche ai vicoli ciechi che mi hanno costretto a tornare indietro, perché è dentro quei passi che ho riconosciuto l’umiltà necessaria per fare al meglio questo mestiere. Da operaio delle mie idee ho sempre lavorato sapendo che l’arte non vive di fulminazioni folgoranti ma di quel costante rapporto quotidiano tra materia e cultura. 

La mia provenienza artistica ha origine negli insegnamenti della Bauhaus, è stato quindi naturale ricercare da subito un intimo rapporto tra forma e funzione. Il senso di quella ricerca mi era stato suggerito da una frase di Walter Gropius letta in Architettura integrata: “La suppellettile è l’orizzonte dell’urbanistica”. Siccome la voglia di approdare a forme mie era tale da ritenere superata la fase accademica fondata prevalentemente sulla modellazione, dissi un giorno al mio professore che mi sarebbe piaciuto percorrere strade che potessero condurmi a una scultura che avesse come sfondo il cielo.

"Curvatura del silenzio" marmo nero cm 18x35x18 coll. privata 1988 - "Contenuti" pietre policrome cm 25x48x8 coll. privata 1990
"Benvenuto all'ospite" peperino cm 170x80x8 coll. privata 1993

Curriculum Vitae

1. Nome

Nome: FIORENZO Mascagna

Indirizzo: Via Tarconte, 7- 01100, Viterbo - Italia

Telefono: 320 63 88 040

E-mail: info@mascagna.it

Sito Web: www.mascagna.it

 

2. Istruzione

1989 Istituto d'Arte (Viterbo)

1993 Diploma in Scultura (con lode), Accademia di Belle Arti Viterbo

 

Area (s) di Specializzazione: Scultura

 

3. Esperienze professionali

1994 - 2003: Professore di "Teoria della Percezione e Psicologia della Forma" presso Accademia di Belle Arti di Viterbo (Italia).

 1997 - 1998: professore di pittura presso Accademia di Belle Arti di Viterbo (Italia).

2000 - 2001: Membro del Comitato Scientifico per i corsi di formazione integrati dell'Istituto d'Arte di Orvieto, Italia.

 

4. Mostre

 

2016 Mostra personale “Autoritratti del mio mestiere”  Yacht Club Porto Rotondo, Olbia

2015 Mostra collettiva “Artisti o gladiatori”, Stadio di Domiziano, piazza Navona, Roma

2014 Mostra personale “Oscillazioni”  Galleria Plaumann, Via Santa Marta, Milano

2013 Mostra personale “Oscillazioni”, Scuderie di Palazzo Farnese, Caprarola, Viterbo

2012 Mostra collettiva “Il tempo e lo spazio”, Palazzo Orsini, Bomarzo, Viterbo

2012 Mostra personale "Assonanze Parallele", galleria d'arte Saman, Roma, Italia

2012 Mostra collettiva "Il tempo e lo spazio", Palazzo Orsini a Bomarzo (VT), Italia.

2011 Mostra collettiva "Colori in fortezza", Fortezza medicea del Girifalco, Cortona (AR), Italia.

2011 Prima mostra collettiva di artisti Surrazionali, Palazzo Casotti, Reggio Emilia, Italia.

2010 Mostra collettiva "Arte al 100%", Galleria Sapaziottagoni, Roma, Italia.

2009 Mostra personale "Mondi sveglio la notte", Olbia Expo,Olbia, Italia.

2009 partecipazione alla fiera di arte moderna e contemporanea "Vitarte 2009", Viterbo, Italia

2008 Mostra personale, Galleria d'arte Metamorfosi, (RE), Italia.

2008 Mostra Personale "Attimi di vento a favore" Villa La Cerretana, Bagnaia (VT), Italia.

2005 Mostra di collettiva "Artisti del '900" Galleria RDF (Roma), Italia.

2003 Mostra personale per la Fondazione Arnaldo da Brescia (BR), Italia.

1996 Mostra mondiale della Natività, Palazzo delle Arti a Todi (PG), Italia.

1994 Mostra collettiva, Palazzo dei Papi a Viterbo, Italia.

1989 Mostra personale, la sala Pablo Neruda a Civita Castellana (VT), Italia.

1988 Mostra collettiva "Il Louvre", Civita di Bagnoregio (VT), Italia.

1986 Mostra personale "Stato d'animo di un cerchio" Caprarola (VT), Italia.

 

 

 

 

5. opere pubbliche dello scultore Fiorenzo Mascagna

 

"Gioco d'acqua". Fontana in travertino. Civitella del Lago (Baschi - TR), Italia. 2009.

"Civiltà agro-pastorale". Fontana in trachite rosa (pietra Sardegna). Giave (SS), Italia. 2007.

"Fontana dell'Incontro". Fontana in trachite rosa. Penna in Teverina (TR), Italia. 2007.

Collaborazione Fiorenzo Mascagna e Paul klerr -. Santa Maria Capua Vetere (CE), Italia Pietra di Viterbo, 2002.

"La città e Le Quattro Stagioni". Fontana in travertino. Civitavecchia (Roma), Italia. 2001.

"Girotondo delle piccole cose". Fontana in travertino. Caprarola (VT), Italia. 1993