progetto cultura
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Appuntamenti sulla panchina del tempo tra idea e materia Fiorenzo Mascagna tel. 320 63 88 040 - info@mascagna.it
Appuntamenti sulla panchina del tempo tra idea e materia Fiorenzo Mascagnatel. 320 63 88 040 - info@mascagna.it

La ricerca dell’originario è da sempre per lo scultore uno specchio dove riflettere l’immagine millenaria del rapporto tra uomo e natura. Per quanto l’arte sia oggi orientata alla ricerca di soluzioni innovative, per comprenderne il senso e l’efficacia diventa necessario rivolgersi alle origini. È dalla trasformazione della realtà in simbolo che nasce la scultura. Per quanto le suggestioni del Paleolitico siano lontane nel tempo e la magia non rappresenti più una soluzione di vita, le forme che nella loro essenzialità racchiudono e condensano le energie vitali hanno ancora per l’arte la stessa importanza di allora. 

"Il nome delle cose" travertino e castagno cm 120x20x6 proprietà dell'artista 2008 "Benvenuto all'ospite"castagno cm 170x96x6 proprietà dell'artista 2008

Di questo rapporto tra idea e la sua stessa rappresentazione materica, lo scultore, traducendo il gesto in forma, si fa testimone del legame tra passato e presente, evidenziando quanto il cordone ombelicale che ci ricongiunge al nostro antenato non si sia mai spezzato del tutto.

L’arte è nata con l’uomo e prima ancora di incontrare la bellezza ha convissuto con il vitalismo per millenni. Lontana dall’accessorialità, ha accompagnato con forme e colori l’individuo in questo lungo percorso spesso segnato da insidie. 

"Gruppo di famiglia" legno bronzato cm80x70x6 coll. privata "Madre con bambino" trachite cm 45x50x15 coll. privata

Quello che fu realizzato in piena indipendenza nell'arte preistorica è un modo di intendere la vitalità come desiderio di operazioni sociali. Per lo scultore ripensare le origini in termini culturali è porsi di fronte a un problema fondamentalmente etico.

Far giungere a maturazione questa idea di cultura-memoria, significa per l'artista operare un ricongiungimento nei confronti del passato.

L'arte è uno strumento di coscienza e insieme una attività metaforica che affonda le sue radici nella sensibilità umana.  La riflessione è quindi rivolta al legame tra realtà e simbolo che ha fatto della rappresentazione uno strumento di sopravvivenza spirituale. 

"Ritratto alla donna amata" pietra gialla cm 55x90x15 coll. privata

Sebbene il percorso estetico abbia subito nel corso dei secoli il fascino del virtuosismo e della decoratività l’originario, oltre alla sua incontrastata forza, ci ricorda quanto l’arte sia ancora oggi il miglior modo per ricordarci di essere vivi.

L’energia rivelatrice dell’opera pensata per assolvere ad una funzione spirituale vive nella forma e si manifesta nel simbolo ogni volta che il bisogno di condensare in poche linee il senso della scultura prevale. 

"Concetto verticale" basalto e cotone cm 25x70x25 coll. privata 1993. "Attraversati dall'anima" faggio e travertino cm 40x130x25 coll. privata 2011. "Vittoria contro il male" cm 15x110x3 1998 coll. privata

Il concetto che anima questo genere di opere è la vitalità e non la bellezza. Le forme che nascono dall’assoluto hanno una forza tutta loro e appunto per questo vanno considerate come sculture autonome. Il loro intento è quello di occupare uno spazio ideale. Difficile circoscriverle dentro un ambito temporale perché si inseriscono in percorsi strutturalmente definiti creando una bolla mistica di autogoverno delle sensazioni. È sempre l’artista il primo a esserne spettatore.

Nel considerarle opere senza tempo ne ho subito il fascino e le ho sempre guardate come se non fossi stato io a farle. Più che da una mia volontà sono nate da un bisogno interiore difficile da decifrare. 

"Attivi di vento a favore" abete cm 100x100x15 proprietà dell'artista 2008

Della loro forza nata dal vitalismo ho cercato di interpretarne il senso, ma questo è avvenuto soltanto quando me le sono trovate davanti. Alla loro definizione hanno concorso le pietre, i legni e le cuciture nate per simboleggiare il primigenio assemblare le parti. 

"In dono la forza in dono l'amore" dittico castagno e travertino cm 120x135x5 coll. privata 2013

Ripercorrere il legame tra realtà e simbolo significa rivolgere lo sguardo a quella dimensione arcaica della scultura che risiede nella suggestione. Molti di questi lavori sono nati per occupare luoghi specifici, come se avessero deciso prima di venire al mondo dove voler stare. Da questo ricongiungimento con le origini ne ho tratto un’idea di testimonianza da trasferire nel rapporto con il presente.

Sono opere caratterizzate da poche ed essenziali linee che circoscrivono i l perimetro di una intenzione figurale asciutta e immediata dove non è previsto che il decorativismo partecipi al gioco. 

"Maschile femminile" travertino. Mostra mondiale sulla natività a Todi (Pg) nel 1994

Sostanzialmente tutta la mia produzione si ferma all’appunto ma è soprattutto in questo genere di lavori che prevale il carattere di sintesi. Quello che ritengo un capitolo aperto si arricchisce di nuove opere ogni volta che l’immediatezza tende a fare a meno del racconto.

Se la forma accidentale è un luogo, quella scolpita o composta è un insieme di forze generate da geometrie nascoste e da consapevoli o inconsapevoli rapporti spaziali tra gli elementi. La ragione del perché un ramo di un albero somigliante a qualcosa non può essere considerato scultura è proprio questa.  

 

"Festa nel mare" pietre policrome cm 120x60x5 coll. privata 2008

Se l’arte ha avuto da subito un ruolo di primo piano nell’esperienza umana è perché le necessità, prima ancora di avere un nome, hanno avuto bisogno di essere rappresentate.

La traduzione delle sensazioni in opera ha riguardato tutti i periodi che dalla preistoria a oggi hanno attraversato i secoli. Non sorprenda che l’origine dell’astrazione sia da ricondurre al Neolitico, esattamente alla nascita della ceramica che ha suggerito fin dalle origini riflessioni estetiche riferite all’oggetto. Dopo tutto astrarre non significa abolire il significato di un concetto ma dominarlo attraverso l’assunzione di forme linguistiche coerenti. 

"Omaggio a C. Brancusi" travertino cm 30x65x10 coll. privata 2005. "Legame" pietra dorata e cotone cm 35x80x20 coll. privata 2006

L’arte non nasce per parlare a se stessa ma per assumere una connotazione linguistica in rapporto con lo spettatore che può anche non essere una entità reale. Molte espressioni artistiche hanno avuto come principale referente il divino e di conseguenza chi si riconosceva negli aspetti simbolici dedicati all’ultraterreno.

È proprio perché l’opera si rimodula in relazione ad altro che trova la sua maggiore forza nel dinamismo. Ridiventa in qualche modo nuova ogni volta che qualcuno la guarda. 

"Arco" travertino romano e persiano cm60x50x12 proprietà dell'artista 2013

La scultura che nasce da presupposti linguistici di questo tipo non può che avere una natura fortemente simbolica perché come regola non si riferisce all’individuo ma al genere. Per dare luogo a operazioni con caratteristiche di assolutezza non è sufficiente raffigurare ma occorre tradurre il significato in formula. 

"Tenerezza"marmo bronzato cm 20x25x6 coll. privata 2016

 

Il senso del binomio materialità-spiritualità va ricercato nella elevazione del mondo invisibile a opera. Nessun rituale del passato avrebbe potuto evolversi senza un efficace sistema di segni. La diretta conseguenza di questo atteggiamento è stata la trasformazione della realtà in simbolo. Proprio perché l’arte non ha evoluzione ci si può riferire tanto al primitivo che al presente.

Il panorama applicativo che ne deriva è ampio ma è anche in qualche modo circoscritto alle capacità sensibili di interpretazione del rapporto tra individuo ed esistente. 

"Forma uovo" travertino e cotone cm 30x30x70 coll. privata 2005. "Equilibrio dinamico" trachite rosa e acciaio cm 30x65x10 proprietà dell'artista 2003

Si ha a che fare con le opposizioni che rappresentano il criterio entro il quale qualsiasi linguaggio si muove. Vitalità -bellezza, comunicazione-espressione nel costituirsi funzioni linguistiche stabiliscono il grado di oscillazione del rapporto tra interno ed esterno favorendo le loro reciproche influenze. 

"Presenza del padre" peperino e castagno cm 100x110x30. Versione in pietra coll. privata 2001. Versione in castagno proprietà dell'artista

La scultura di primitivo ha il legame con la storia che la fa appartenere al desiderio di trasformare in opera i materiali presenti in natura. É quindi possibile che il medium utilizzato non sia una scelta definitiva ma un riconoscere in quello che si va a coinvolgere le possibilità plastiche da riferire alla forma. 

"Gruppo di famiglia" abete cm 145x65x5 coll. privata 2009

Compito dello scultore è quello di saper cogliere le differenze tra i punti di arrivo e le origini delle partenze per poi discuterli successivamente. É la coralità degli atteggiamenti il vero luogo del divenire. Uno scultore che non spalanca le porte della ricerca ha sostanzialmente smesso di cercare.

"Sotto la luna" pietra policroma cm 50x50x4 coll. privata. "Arcobaleno" trachite e metallo cm 40x60x4 coll. privata 2009
"Treno dei racconti" pietre policrome cm 170x25x5 coll. privata 2008
"Maschera" tiglio cm40x130x18 coll. privata 1989. "Insieme" abete e travertino cm 50x120x4 coll. privata 2009