progetto cultura
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Appuntamenti sulla panchina del tempo tra idea e materia tel. 320 63 88 040 - info@mascagna.it
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OPERE DISPONIBILI PER LA VENDITA

Non è necessario che le mie opere debbano ricordarvi qualcuno o qualcosa perché la loro origine non è nella storia dell'arte ma nella filosofia. Sono debitrici delle riflessioni epistemologiche di Gaston Bachelard

Studio espositivo

Le opere presenti in questa sezione esposte presso lo studio espositivo di Via Sant'Egidio 11 a Viterbo sono disponibili per la vendita

"Attivi di vento a favore" abete cm 100 x 100 x 15. Anno 2008.

Questa scultura è tra quelle che hanno segnato un nuovo inizio a partire dal 2008 quando sono comparse per la prima volta in mostra opere murali. L'importante lavoro su questa scultura ha riguardato la ricerca dell'equilibrio, visto che le due parti che compongono l'opera si tengono senza il bisogno di essere fissate.

E' come dire che l'armonia ha un suo principio di coesione dove ogni parte è funzionale all'altra. Nel realizzare l'opera ho pensato al rapporto madre figlio ma può essere qualunque forma d'insieme. E' solo importante che un elemento non possa fare a meno dell'altro. "Attimi di vento a favore" è quindi ricerca di ciò che in un rapporto è prezioso.

"Benvenuto all'ospite" castagno massello dei monti Cimini. Cm 170 x 96 x 6. Anno 2008.

La seconda delle tre opere ancora disponibili di quella mostra che si svolse a "Villa la Cerretana" Bagnaia (VT) nel 2008 è "Benvenuto all'ospite. Sicuramente si tratta di una delle opere più conosciute della mia produzione. Per me è un lavoro importante perché per la prima volta il legno è stato lavorato con gli strumenti per la pietra.

Si è trattato in qualche modo di un passaggio di consegna o più semplicemente della prima commistione che ha riguardato le mescolanze. Solo i più esperti possono riconoscere la bocciarda utilizzata per puntinare le parti. Un festante signore con la pipa accoglie l'altro.

In questa estrema sintesi ho voluto circoscrivere il senso dell'accoglienza.

"Presenza del padre" castagno dei monti Cimini. Cm 100 x 110 x 35. Anno 2008

La terza opera di quella fortunata mostra, lavorata con la stessa tecnica del "Benvenuto all'ospite", è quella che ha un più diretto legame tra simbolo e forma perché rimanda a una struttura totemica dalla quale ricavare un significato suggestionato e suggerito dal titolo. Per presenza del padre ho voluto intendere sia l'abbraccio che la forza evocativa della presenza rassicurante.

Di questa compattezza immaginata come un insieme ne ho tracciato il profilo marcato perché nulla di questo sostanziale mettere insieme le parti andasse perso. La scultura non ha fatiche da distribuire ma aspettative di coerenza da cogliere tra ciò che si immagina e quello che si materializza quando il gioco finisce.

Se quindi l'arte è gioco ci si immagina bambini. Quale potrebbe essere il primo spettatore di quello che si va a fare se non il padre?

"Uomo con il cappello" Abete, travertino e legno laccato. cm 55 x 65 x 7. Anno 2014.

Mi è capitato spesso di definire quest'opera un po' come il manifesto della linea estetica che sto seguendo e che prevede mescolanze e conciliazione degli opposti. Pietra, legno e vernice sono ormai diventati il mio alfabeto compositivo e in quest'opera la loro presenza è alquanto evidente, visto che i rispettivi materiali occupano marcatamente un loro spazio di gestione del pattern visuale.

Nel dare alla scultura questo titolo ho necessariamente pensato al passato quando il cappello era un elemento di dignità della figura. Forse questa idea di completezza è un po' quella che manca?

In ogni caso ho preferito che fosse il titolo a guidare verso la scoperta di questo improbabile volto immaginato attraverso un'idea di costruzione geometrica.

"Bacio lirico" legno bronzato cm 65 x 30 x 15. Anno 2012. "Bacio geometrico" legno policromo e pietra cm 55 x 120 x 6. Anno 2012

Queste due opere vengono presentate insieme perché anche se può non sembrare sono la stessa cosa. Il tema del bacio, quindi della fusione, ha occupato spazio nei miei interessi ed ho provato a analizzarlo servendomi di un duplice atteggiamento scultoreo, quello lirico e geometrico.

E' stato un po' giocare con le possibilità della scultura e riconoscere che forma plastica e composizione fanno parte del mio modo di intendere la scultura. D'altra parte la mia provenienza è la pietra e come tanti anche io ho cercato dentro il sasso la figura, solo che poi ha prevalso il gioco del mettere insieme.

"in silenzio" legno policromo e pietra cm 75 x 76 x 6. Anno 2016.

L'aspetto immaginativo è molta parte del mio lavoro. I temi che normalmente tratto non sono molti ed hanno come denominatore comune l'assenza di drammaticità.

Scorgendo i titoli delle mie opere si scopre che hanno la piega del sorriso. Vuol dire che le immagino come presenze che andranno a occupare una parete per fare compagnia allo spazio.

In questo caso ho immaginato un ipotetico strumentista che si lascia cullare dal suo improbabile strumento. Da una parte è musica e dall'altra silenzio perché all'attività si contrappone l'implosione del sogno.

 

"Solista jazz" legno policromo e pietre cm 75 x 75 x 6. Anno 2015.

La musica, o il senso della musicalità, è spesso presente in quello che faccio. E' presente perché ho studiato musica e perché amo la circolarità armonica dove dentro ci finiscono tante cose.

Quando in un'opera come questa la circolarità non è presente visivamente lo è nei contenuti. Protagoniste della composizione sono le tre dita che muovono il mondo della musica.

Dell'improvvisazione ne ho fatto un viaggio di sonorità che mescolandosi al solista potessero diventare scansioni ritmiche da guardare.

"Nave" legno policromo e pietra cm 135 x 75 x 6. Anno 2016.

Se immagino un viaggio la prima cosa che mi viene in mente sono i colori, soprattutto i rossi i blu e gli aranci. Penso al vitalismo, alla novità dell'arancio, alla consumazione del rosso e alla sensibilità psichica del cobalto. Esplosione e implosione diventano il fare e il sentire.

La nave che solca l'azzurro non porta con sé soltanto il transito ma quel carico di aspettative che vorremmo veder scendere prima di noi al porto. Quest'opera dunque può essere la metafora felice di ciò che è oltre noi e che ritroviamo negli incontri.

"Riflessi" dittico in legno policromo e pietra cm 120 x 60 x 5. Anno 2016

Due oblò di una nave circoscrivono uno spazio che poi è quello delle pupille attraverso le quali entriamo in contatto con il mondo.

Da queste finestre circolari possiamo decidere se vedere o guardare. Per vedere è sufficiente spostare le tende, per guardare occorre che gli occhi compiano un viaggio verso le cose.

E' così che da due oblò di una nave si può vedere soltanto mare o cogliere i riflessi che la luce, madre dei colori, distribuisce sulle onde. L'invito di queste due pupille aperte sul mare è quello di lanciare gli occhi oltre quello che si vede.

"Festa di compleanno" legno e pietre policrome cm 75 x 75 x6. Anno 2016

Il rapporto madre figlio è stato affrontato più di una volta nei miei lavori e sempre è stato immaginato come un incontro felice di due entità che sono state una cosa sola. Di questo ritrovarsi ne ho sempre fatto un incastro, un amplesso di felicità, un continuare a essere intimamente una cosa sola. 

"Festa di compleanno" è un viaggio che madre e figlio fanno verso tutto ciò che può essere cornice a questa gioia vera.

"Ritratto al pensiero" legno policromo e pietra cm 52 x 62 x 6. Anno 2013.

Volevo fare il ritratto al filosofo che mi ha indicato la strada. Dopo essermi detto che lo avrei ringraziato in questo modo, mi sono accorto che occhi, naso, barba avrebbero solidificato i tratti ma non reso l'idea della mobilità del pensiero.

Ho cercato nella polarità caldo-freddo la conciliazione. Rendendo peso fisico la lievitazione del bianco l'ho fatta appartenere alla centralità della composizione da dove lo specchiamento alto-basso poteva muoversi stabilendo per il pensiero la possibilità di oscillazione tra positivo e negativo.

E' quando la spazialità ha avuto ragione sul peso che Il ritratto al pensiero filosofico di Gaston Bachelard ho potuto considerarlo terminato.

"Equilibrio dinamico" trachite rosa e acciaio cm 16 x 45 x 10. Anno 2010

L'idea originaria è stata quella di creare un equilibrio che non fosse ricerca del punto di riposo, perché in qual caso avrei annullato le forze che si contendono lo spazio.

Poteva essere simile l'origine perché la leggerezza che immaginavo somigliava a due mani unite alla base da dove parte la lievitazione. Fino a quando non ho pensato al rincorrersi delle cuciture metalliche l'opera di dinamico aveva ben poco. Mancava l'obliquità, la stessa obliquità che dà slancio agli alberi che si confrontano con il cielo.

Mi è quindi venuto spontaneo immaginare per questa scultura in pietra dimensioni ben più grandi di quelle che ho realizzato.

"Sotto la luna" legno policromo e pietra cm 70 x 70 x 4. Anno 2017.

Una caratteristica delle mie opere è l'orizzontalità concepita come lievitazione. Succede quindi che il moto si distacchi dalla linea immaginaria di terra affidando il ritmo dell'ascensionalità al colore.

A differenza del pittore non mi servo di forme immaginarie. Le parti che vanno a comporre il pattern visuale hanno un loro diverso peso fisico che non si annulla nemmeno quando sono fissate al quadro. Mi piace che il bianco panna del travertino sia al tempo stesso leggerezza e peso.

E' come se dentro questa ambivalenza ci fosse una continua disputa tra colore e materia. Nell'opera c'è un flusso che dondola, una sorta di viaggio che conduce verso la luna. Il titolo però indica cosa è sotto. Si tratta quindi di un equilibrio determinato da questo rapporto

"Giocolieri" legno policromo cm 50 x 40 x 4. Anno 2017.

Si tratta di un'opera di ridotte dimensioni, ma non per questo meno importante di altre, perché comprende il senso della mia figurazione fatta di incastri e rapporti cromatici che vanno a completare le struttura lignea della scultura. 

Le due figure separate soltanto dal colore stanno a significare che può esserci differenza e non distanza in una unità ricomposta attraverso lo stare insieme. La definizione dell'ovale è l'aver scelto il luogo, l'essersi creati uno spazio armonico all'interno della matericità geometrica del rettangolo. E' in questo luogo, rotondo come un abbraccio, che il tutto avviene.

"Ritratto" legno laccato e pietra cm 75 x 75 x 5. Anno 2016.

Volevo che fosse il quadrato, e quindi una forma geometrica iscritta nel cerchio ad accogliere la presenza delle figure. L'idea di "Ritratto" era che potesse oltrepassare i confini della cornice, ecco perché quasi lambisce i lati. Una sorta di esplosione dove ciò che veramente conta è l'energia del movimento.

Anche in questo caso ciò che dovrebbe essere statico ha un suo moto evidenziato dai toni caldi del rosso lucifero rafforzato da bagliori di travertino tinto arancio. Quasi non si avverte che il rapporto sia tra pietra e legno perché prevale la linea compositiva e non la materia.

"Gruppo di famiglia" legno policromo e pietra cm 50 x 50 x 3. Anno 2017.

Quest'opera ha avuto più versioni in diverse dimensioni e differenti materiali. La prima è stata in pietra e non aveva le differenziazioni cromatiche che poi sono comparse nelle altre. E' sicuramente il senso di protezione nei confronti del bambino che ha suggerito la composizione.

Anche in questo caso la forma circolare nella quale è iscritta la figurazione suggerisce coesione, è quindi un rafforzativo dell'idea originaria.

"Paesaggio" legno policromo, pietra e materiali da rivestimento cm 160 x 80 x 5. Anno 2018.

L'essenza di un paesaggio la ritrovo nei colori che una volta associati alle forme danno carattere all'immaginazione. Si tratta di luoghi tradotti in sensazione e quindi privi di riferimenti reali che comunque hanno dato origine all'idea di costruzione.

In questo lavoro recente è stato incluso il legno rivestito che è andato a integrarsi con i legni tinti e le parti verniciate. Volevo che il cromatismo si spingesse oltre ai trattamenti consueti.

"Controcorrente" legno policromo e pietra cm 70 x 70 x 5. Anno 2017.

E' un viaggio fatto al contrario. Più che un andare è un venire, visto che la lettura dell'opera è da destra verso sinistra e contraddice nella sostanza quella che per noi occidentali è il naturale andamento della direzione. Il movimento è meno armonico. Di questo tornare si avverte la fatica ma anche la determinazione a percorrere una strada non battuta da altri.

Queste ipotetiche figure, concepite attraverso l'estrema sintesi geometrica e modellate dal colore, rappresentano l'energia che serve per superare gli ostacoli creati più da noi stessi che dagli altri.

"Serenata" legno policromo e pietra cm 140 x 75 x 8. Anno 2016.

In questa idea di fusione tra musica, amore e mare ho cercato la sintesi che conducesse l'opera alla rivisitazione del concetto di serenata.

Il protagonismo dello sfondo blu cobalto trattato a spatola è lo spazio della riflessione e anche quello dell'intensità intima del gesto da compiersi.

Il musicista non guarda. Nessuno di noi ha occhi spalancati di fronte all'amore perché ciò che si sente è più importante di quello che si vede.

"Varietà" legno policromo e pietra cm 135 x 75 x 5. Anno 2016.

Tutto è nato dall'idea della bombetta rossa da continuare mettendoci sotto una ipotetica figura, poi quasi per magia è arrivato tutto il resto che è andato a occupare la diagonale dell'immagine quadro.

Sapevo che si sarebbe trattato di musica ma non avevo ancora idea di come avrei affrontato il tema fino a quando non ho sorriso immaginandomi dei tasti sopra una coda.